5 domande per scegliere il giusto gres porcellanato
25 ottobre 2017
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  1. Che effetto vorrei ottenere negli ambienti di casa?
  2. Che sfumatura di colore vorrei avere in casa mia?
  3. Che dimensione vorrei che avesse la piastrella?
  4. Di che tipo di gres porcellanato si tratta?
  5. Che grado di scivolosità ha?

 

Durante la realizzazione della propria casa, arriva il momento in cui ci si deve confrontare con la scelta della pavimentazione. E’ un momento molto importante in quanto anche la ceramica concorre, assieme all’arredamento, alla creazione di ambienti sempre più cuciti su misura ai gusti di ognuno di noi.Bisogna scegliere colori, misure, forme, effetti: per questo motivo ho individuato le 5 domande che aiuteranno ad affrontare la scelta:

1. EffettoL

a domanda sembra semplice, ma in realtà presuppone un’idea di partenza chiara. Oggi con le nuove tecnologie digitali siamo in gradi di ricreare sulla superficie della piastrella in gres praticamente qualunque tipologia di effetto, che sia legno, pietra, cemento oppure cotto ecc.
Se l’idea di avere il parquet in casa, ma ci spaventa il fatto che si possa rovinare, ecco la soluzione: gres porcellanato effetto legno.
Ormai un must degli ultimi anni.Abbiamo raggiunto grafiche da far invidia al parquet vero, ora basta solamente scegliere che tipo di legno ci piace: essenza vera, effetto vintage, effetto invecchiato ecc ecc.

Se invece amiamo l’effetto pietra ma non la sua porosità, ecco che ci viene in aiuto il gres effetto pietra: che ci ripropone le stesse sfumature e colori delle pietre naturali, con il vantaggio della praticità intrinseca del gres porcellanato.

Anche per quanto riguarda il cemento ed il cotto sono materiali difficili da gestire all’interno di un abitazione, necessitano dei trattamenti, per questa ragione si è pensato di ricreare questi due generi sul gres. Il primo possiamo trovare effetti tipo cemento lavato, cemento grezzo, con graniglia, oppure segnato da tempo.Il secondo invecevuol

e ricreare i cotti fatti a mano, in diversi colori e forme.

2. ColoreLe sfumature di colore sono importanti: toni dei grigi, toni dei beige, total white oppure ambienti colorati…dobbiamo capire di che colore ci piacerebbe vedere i nostri pavimenti in funzione anche degli arredi che andremmo poi a collocare.
Se si preferiscono i toni scuri a pavimento, molto probabilmente sceglieremo tonalità dei mobili chiare, e viceversa con il pavimento chiaro.
Se invece amiamo i colori, un pavimento neutro è quello che fa al caso nostro, tinte nè troppo chiare né troppo scure. L’effetto legno naturale è quello che meglio si armonizza con i colori.

3. DimensioneAnche i formati sono molti, a partire dai formati più piccoli fino ad arrivare alle lastre più grandi. Per quanto riguarda la scelta di un formato da pavimento le dimensioni da cui partire sono 30×60 oppure 60×60 che sono andati a sostituire il formato classico 30×30 di una volta. Più ci spostiamo su formati più grandi più il costo aumenta, ma aumenta anche la resa estetica all’interno dell’abitazione: infatti il trend ormai è quello di posare formati s

empre più grandi quindi 80×80-90×90-60×120 e 75×150. Per quanto riguarda gli effetti legno invece i formati ovviamente richiamano la dimensione della plancia in parquet a partire dai formati più piccoli come il 15×60, passando per i 15×90 per poi arrivare ai formati più grandi che sono il 20×120 e 20×180. Per il rivestimento invece si consiglia sempre un formato rettangolare, a meno che non si parli di classico 20×20 oppure formato esagonale oggi tornato molto in voga.

4. TipologiaIn commercio ci sono svariate tipologie di gres porcellanato, per fare una distinzione per macro aree possiamo individuare il gres porcellanato colorato in massa e quello smaltato. La differenza tra i due sta nel fatto che il primo ha l’impasto colorato simile a quello della superficie, mentre il secondo ha l’impasto classico del gres di colore grigio mentre la superficie è stata smaltata per ricreare quegli effetti detti in precedenza. A livello di resistenza non ci sono differenze in quanto sono entrambi lo stesso materiale, l’unica distinzione è data dal fatto che se il gres tutta massa si dovesse scheggiare non si noterebbe la variazione cromatica a differenza del secondo in qui questo potrebbe accadere. Altra specifica che va saputa è quella della rettifica: ovvero la piastrella viene passata al taglio laser, dunque i bordi sono al vivo, il taglio è perfetto a 90° e avremo una superficie una volta posato il pavimento perfettamente liscio. Tutti questi dettagli concorrono a definire il prezzo al metro qua

dro della piastrella stessa.

5. GripL’ambiente in cui andrà posato il gres, se in interno o in esterno, ci permette di sceglier la resistenza allo scivolamento più adatto, indicati da dei coefficienti del valore”R” : per esempio in esterno metteremo un gres adatto e vengono classificati come R11 oppure R12, presentano superfici rugose e antisdrucciolevole, mentre per le superfici interne sono indicati materiali con gradi di scivolosità R9 o R10, presentano superfici lisce e di facile manutenzione.